Settant’anni di sacerdozio, una vita donata

Solo grazie, per tutto e per sempre, grazie a te, grazie a te…

Con le parole e la musica di questo canto abbiamo voluto incorniciare la celebrazione del tuo giubileo di platino, carissimo don Andrea, perché la gratitudine è il sentimento più forte che abita i cuori di tutti quelli che ti hanno conosciuto, stimato ed amato e, soprattutto, di noi parrocchiani, che del tuo ministero sacerdotale abbiamo largamente beneficiato.

Settant’anni di sacerdozio sono un traguardo straordinario, un dono immenso del Signore a tutta la chiesa locale e un miracolo di fedeltà che ci riempie il cuore di stupore e ci fa elevare un inno di ringraziamento al Signore, che ha scritto infinite pagine di carità e misericordia attraverso il Tuo sacerdozio, e a te, che ti sei consegnato e sei diventato strumento del Suo amore.

Sin dai primi anni della tua presenza in mezzo a noi abbiamo compreso che eri un prete speciale, un prete secondo il cuore di Dio.

Tutti siamo testimoni della tua profonda spiritualità, della tua integrità di vita, della tua dedizione instancabile e generosa al popolo di Dio a te affidato, della tua cura preferenziale per i malati e gli anziani, della tua prossimità ai bisogni della gente.

Sei stato per noi un pastore, un padre e un amico; hai condiviso le nostre gioie ed i nostri lutti, i nostri successi e le nostre miserie: sei un pezzo della storia delle nostre famiglie. Intere generazioni sono cresciute sotto il tuo sguardo vigile e la tua guida paterna.

Grazie, don Andrea, perché i semi da te seminati e curati sono sparsi per l’Italia e oltre frontiera ed hanno generato vocazioni e presenze significative in ogni ambito, familiare, lavorativo, politico e sociale.

La tua vita è stata e continua ad essere l’illustrazione delle più belle pagine del Vangelo.

Quanto stridono il tuo nascondimento, il tuo silenzio operoso, la tua riservatezza in questa società digitale che ama stare, a tutti i costi, in prima pagina!

Non circolavano, ai tempi della nostra formazione, parole chiave come sinodalità, corresponsabilità, su cui ha tanto insistito Papa Francesco nel delineare la chiesa sinodale, eppure tu le hai vissute e proposte da sempre: hai camminato insieme a noi dietro il Signore, hai richiesto la nostra partecipazione e collaborazione, ci hai educati alla corresponsabilità. La viva intelligenza e la sapienza del cuore ti hanno fatto precedere i tempi.

Grazie, don Andrea, per essere stato il prete che tutti abbiamo conosciuto ed apprezzato.

E grazie per quello che sei oggi: un prete anziano, sul cui volto non si è spenta, con l’età, la gioia di essere prete.

L’anzianità di un prete è un momento delicato, un percorso di cambiamento profondo che coniuga il distacco dagli impegni di guida pastorale, la gestione di nuovi problemi di salute e la ricerca di una fecondità spirituale diversa. Tu l’hai affrontata con serenità, forte del sostegno amorevole dell’intera comunità e della fraternità sacerdotale del nuovo Parroco don Domenico, il quale, peraltro, ha potuto giovarsi della tua esperienza, in un meraviglioso scambio di doni che edificano la Chiesa.

Sei rimasto in Parrocchia e, finché ti è stato possibile, hai continuato a celebrare l’Eucarestia, a confessare, a visitare i malati, ad ascoltare e a dare consigli.

Ora che la fragilità fisica legata all’età ha reso più deboli la tua vista e il tuo udito e più vacillanti le tue gambe, hai ridotto all’essenziale il tuo impegno pastorale: concelebrazione e confessioni.

La tua presenza costante e puntuale ci commuove: non riesci a stare lontano dal gregge che per tantissimi anni hai guidato e custodito e di cui davvero porti addosso l’odore.

Nel tuo sguardo, carico di tenerezza, alberga la consapevolezza di una vita spesa per gli altri ed il desiderio di vivere ancora, giorno per giorno, sentendoti utile.

La tua voce ci ha guidato con la sapienza del Vangelo e, anche oggi, la tua presenza silenziosa e orante è un faro di certezza e di speranza che illumina i momenti più difficili della nostra esistenza.

A me che ti sono più vicina e ho il privilegio di condividere qualche ora della tua solitudine, come in passato ho condiviso le tue fatiche apostoliche, stai testimoniando che ogni stagione della vita è un dono di Dio ed ogni età ha la sua bellezza e i suoi compiti: l’importante è darsi, senza misura, perché il Signore ripaga con il centuplo. E di questo ti sono davvero grata: ancora una volta ricevo più di quanto dono.

Auguri di cuore, don Andrea: sul tuo volto risplenda sempre la gioia di sentirti amato da Dio e dalla comunità.

Angela Arciuolo