Si è concluso dopo poco più di due ore (poche per l’argomento trattato) l’incontro online di formazione per gli insegnanti di religione.
All’appuntamento, organizzato dall’Ufficio Insegnamento della Religione Cattolica e dall’Ufficio Pastorale Sociale, del Lavoro, Giustizia e Pace della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, si è trattato il tema della Pace.
Alla luce di quanto è emerso dalla relazione tenuta dal Vescovo Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e dall’intervento di padre Franco Moscone, si deve sperare in un cambio di mentalità da parte di chi guida i Paesi, che sbagliano se pensano di poter arrivare alla pace inviando “armi di difesa” ai paesi in conflitto. Non esistono armi che non siano per la guerra. Per questo fondamentale è “essere persone di pace, persone delle beatitudini, operatori di pace”, afferma padre Franco, da sempre in linea con Pax Christi e continua: “per costruire la pace c’è bisogno anche di insegnanti…che portino mattoncini in classe, testimoniando il Vangelo”.
Stesse convinzioni di mons. Ricchiuti che cita grandi promotori della pace come don Tonino Bello, il cardinal Martini, Papa Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco e, come quest’ultimo sentito da tutti, non usa mezzi termini nel definire la guerra scandalosa, una follia, un sacrilegio. Afferma il presidente di Pax Christi: “occorre ripensare alla nostra identità di creature dotate della capacità di leggere le vicende esistenziali e di trarre le conseguenze senza rassegnarci. Preghiamo il Signore perché ci ascolti. (…) Mai come in questi giorni le beatitudini suonano come parole davvero straordinarie. Non possiamo non proclamare che la felicità è dove c’è la mitezza. (…) da veri artigiani di pace che fanno la pace. (…) Non basta dire “no alla guerra”, occorre un dialogo e gli insegnanti di religione, con i sussidi che hanno a disposizione, possono educare alla pace dialogando con gli alunni, attingendo all’esperienza umana e al Vangelo, anche con diversità di opinioni.
Sarà il Vangelo, poi, sull’argomento della mitezza e della pace, a creare sintonia”. Uno stimolo e un incoraggiamento per tutti i docenti responsabili dell’educazione alla pace e visionari di “un’utopia”, come la chiama il Vescovo di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, “un’utopia della pace, non perché siamo degli illusi, ma perché abbiamo lo sguardo che va oltre, pur avendo i piedi per terra”.
