Messaggio di PASQUA 2026

Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo

Messaggio di PASQUA 2026 

Carissime sorelle e fratelli in Cristo,

noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute” (Lc 24, 21). È questa la risposta dei due discepoli di ritorno ad Emmaus dopo l’esperienza con Gesù conclusasi, secondo loro, con la sconfitta della Croce e la tragedia della morte. Risposta disperata di fronte alla lettura della situazione, dove sembra vincere la violenza e aver ragione la forza del potere dispotico e delle armi che pretendono di decidere per la vita e la morte. Riflessione sconsolata, quella di Cleofa e del suo amico, che decidono di tornare a rifugiarsi nel loro passato senza prospettive. 

Come non ritrovarci anche noi nella delusione e nell’analisi della situazione dei due discepoli in fuga, di fronte al ripetersi della logica di chi vuole imporre la sua volontà unicamente perché possiede forza e strumenti per applicarla? Come non sentirci feriti da racconti ed immagini di morte, che attraversano continuamente i nostri occhi? Come rimanere inerti quando con continuità assordante i media ed i social ci riempiono di fatti di guerra e di sangue innocente versato? 

Non possiamo rimanere inerti, immobili o indifferenti: abbiamo un altro racconto da proclamare, un’altra logica da applicare, è il racconto e la logica della PASQUA!

Il mondo sta vivendo un dramma dominato dal rumore assordante di droni, missili e bombe che uccidono e seminano morte ovunque; la società tecnocratica e di liberalismo sfrenato ha globalizzato la fabbricazione ed il traffico di armamenti come soluzione e strumento di geopolitica di guerra. Si moltiplicano e si mescolano tante voci di dolore e tanti contrastanti sentimenti, che colpiscono vittime, carnefici e muti spettatori, tutti sacrificati all’idolo del denaro e del profitto. Addirittura si presenta il riarmo e quello nucleare come strumento di deterrenza. In questo terrificante spettacolo c’è il bisogno di far risuonare un altro racconto, presentare altre immagini, che da quasi duemila anni sono entrate nella carne mortale e continuamente ferita dell’umanità: l’annuncio della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù; il grido di vittoria del mattino di PASQUA. È il grido che assicura che un’altra conduzione della storia e delle vicende umane è possibile. Da Gerusalemme continua a ripetersi questa certezza: PACE a voi! (Gv 20, 19-21.26).

È PACE la parola della Risurrezione di Gesù consegnata per prima dal Vangelo. Si tratta dell’unica parola controcorrente, dell’unica logica ragionevole, dell’autentico coraggio che guida la storia: è la PACE l’unica e ragionevole alternativa alla guerra, non c’è altra parola di vita e di futuro; è la PACE che pone le condizioni per la giustizia e la crescita per tutti; è la PACE che salva l’umanità dalla catastrofe. E la PACE di Cristo, come ci insegna Papa Leone, non può che presentarsi come disarmata, disarmante, umile e perseverante. 

Da discepoli del Risorto non possiamo rifugiarci nel nostro individualismo e rimanere neutrali, non possiamo restare in silenzio ad osservare quanto capita con indifferenza: dobbiamo ribellarci, sdegnarci ed elevare alto il grido della PACE! La strategia del Vangelo che siamo chiamati a diffondere è unicamente la PACE, il resto ci rende collusi e complici della violenza e dei guerrafondai che pretendono di dominare il mondo. 

Diffondiamo la PACE nel nome della nostra fede pasquale; nel nome dei poveri e delle vittime innocenti che aumentano ogni giorno in modo indiscriminato; nel nome delle giovani generazioni in crescita e di quelle che ancora devono venire e che erediteranno le conseguenze delle nostre decisioni e dei nostri errori; nel nome di un Pianeta ferito e sempre più trafitto da scelte violente e diaboliche. 

È PACE la parola di PASQUA, è PACE il messaggio che vince ogni guerra, è PACE il seme da spargere in tutti gli ambienti, culture, situazioni e territori, cominciando dal nostro amato Gargano, la terra scelta da MICHELE!

Per avere la forza di seminare la PACE ripetiamo con insistenza con questa breve preghiera del nostro Servo di Dio don Antonio Spalatro di cui celebriamo il centenario della nascita:

“Signore,

insegnami ad essere un seme,

un seme che sa nascondersi,

sa marcire,

sa morire.” 

 

PACE a voi e Buona PASQUA!

+ padre Franco Moscone crs

Arcivescovo