Il prof. Michele Illiceto ha condiviso con noi una sintesi in otto punti del discorso di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini.
Un invito forte a leggere il nostro tempo con responsabilità, scegliendo l’incontro, la speranza e la costruzione di una vera civiltà dell’amore. (Foto Vatican Media/SIR)
IL DISCORSO DEL PAPA IN OTTO PUNTI
“E’ L’ORA DELLA RESPONSABILITÁ”
Ieri, a Rimini, Papa Lone ha tenuto un mirabile discorso al Meeting di Comunione e Liberazione. Il suo discorso può essere sintetizzato in otto punti:
1) INCONTRARSI PRIMA CHE SCONTRARSI. COLTIVARE L’AMICIZIA SOCIALE: “Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli.
2) A PROPOSITO DEI MIGRANTI: “Prima dei confini vengono le persone”.
3) CON QUALE REALISMO AFFRONTARE QUESTO TEMPO DI GRANDE CAMBIAMENTO? “Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità”.
4) SUPERARE LA CULTURA DELLA RASSEGNAZIONE, DELLO SCORAGGIAMENTO E DELLA STANCHEZZA: “Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti. Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni!”
5) L’IMPEGNO DEI CATTOLICI È SMASCHERAE I POTERI INGIUSTI: “Liberiamo, dunque, la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro all’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo”.
6) FARE SPAZIO AI GIOVANI. IL FUTURO DA MINACCIA A SPERANZA: “Voi giovani, siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, «l’amor che move il sole e l’altre stelle» sospinge ancora alla speranza.”
7) NON INFLUENZARE MA PROVOCARE. FARE TUTTO CON UMILTA’ E SENZA ALCUNA PRESUNZIONE: “Tra voi non mancano competenze, responsabilità e risorse da mettere a servizio di un’autentica conversione di popolo. L’ossessione di preservare la propria gloria, la propria “dignità”, la propria influenza non deve far parte dei nostri sentimenti. Dobbiamo perseguire la gloria di Dio, e questa non coincide con la nostra. La gloria di Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta di Betlemme o nel disonore della croce di Cristo ci sorprende sempre.
8) COSTRUIRE LA CIVILTA’ DELL’AMORE: “Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé.”
Michele Illiceto
(Foto Vatican Media/SIR)

