A San Leonardo, nel giorno del solstizio d’estate, il sole entra in dialogo con l’opera dell’uomo e ci ricorda che il creato parla ancora a chi sa fermarsi ad ascoltare. Tra fede, bellezza, silenzio e stupore, anche quest’anno si è rinnovato un appuntamento che invita a guardare in alto e a lasciarsi raggiungere dalla Luce.
Attraversa una piccola apertura nella pietra, percorre lo spazio silenzioso dell’antica abbazia e, con precisione sorprendente, raggiunge il punto che da secoli lo attende. È il fenomeno del solstizio d’estate di San Leonardo, dove il linguaggio della natura incontra quello dell’architettura, della fede e della ricerca umana.
Davanti a quel fascio di luce, è difficile stabilire dove finisca la scienza e dove inizi il mistero. C’è il calcolo degli uomini che hanno costruito questo luogo, ma c’è anche lo stupore che continua a nascere negli occhi di chi osserva. Forse è proprio questo il fascino di San Leonardo: ricordarci che la conoscenza non spegne la meraviglia, ma la rende ancora più profonda. Ad accompagnare questo momento di contemplazione, le note dell’Ensemble Cameristica diretta dal maestro Antonio Pio La Marca hanno reso ancora più suggestivo l’incontro tra luce, arte e spiritualità.
Per chi desidera approfondire storia e significati di questo straordinario fenomeno, un approfondimento è presente anche nell’ultimo numero di Voci e Volti.








Foto: Leonardo Ciuffreda

