L’appello dell’Arcivescovo Moscone per la tutela della sanità pubblica e la cessazione del riarmo bellico

Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo

Ufficio Comunicazioni Sociali

 

COMUNICATO STAMPA

Dalla festa di San Michele Arcangelo sul Gargano: l’appello dell’Arcivescovo Moscone per la tutela della sanità pubblica e la cessazione del riarmo bellico

In occasione della solenne celebrazione per la festività di San Michele Arcangelo — Patrono della Polizia di Stato e custode spirituale del Gargano — tenutasi presso il Santuario di Monte Sant’Angelo alla presenza di autorità civili, militari e di una moltitudine di pellegrini, l’Arcivescovo ha inteso rivolgere una ferma riflessione sul valore supremo della tutela della vita, della sicurezza sociale e della pace.

 

Monte Sant’Angelo, 29 settembre 2026

1. Il taglio del 118 a Manfredonia: quando i bilanci penalizzano la sicurezza della vita

Destano profonda preoccupazione e sconcerto le recenti disposizioni che hanno sancito la soppressione della seconda postazione del 118 e della relativa ambulanza nella città di Manfredonia. Sebbene tali decisioni vengano spesso giustificate con la ricerca di stabilità nei conti economici, occorre ribadire con forza che privare un territorio di presidi di emergenza sanitari significa depotenziare ciò che costituisce un reale ed essenziale strumento di sicurezza per i cittadini.

2. Una contraddizione europea: sacrificare la salute per alimentare il commercio delle armi

Purtroppo, fatti del genere non riguardano solo la nostra realtà locale, ma rispecchiano una tendenza diffusa in Italia e in Europa — un continente che ha sempre considerato la civiltà, l’umanesimo e la solidarietà i propri valori fondanti. Oggi si assiste a una grave inversione di priorità: si preferisce destinar beni ed energie per alimentare le guerre, regalando o vendendo armamenti nel conflitto tra Ucraina e Russia, in Medio Oriente, nel Golfo e in tanti altri scenari bellici dimenticati.

Mentre crescono i profitti delle grandi multinazionali delle armi — si veda lo sviluppo del gruppo Leonardo —, sul territorio si chiudono le postazioni del 118 e si definanziano i luoghi di sanità pubblica. Va ricordato che una tragedia come la guerra tra Ucraina e Russia avrebbe potuto trovare una via di soluzione già anni fa se si fosse scelto di utilizzare un altro strumento: non foraggiare il conflitto con il commercio delle armi, ma disarmare le contese.

3. Il messaggio di San Michele: disarmare il male e nutrire il bene

Dalla vetta del Gargano deve levarsi inalterato l’annuncio del Vangelo: la vittoria appartiene al bene e lo strumento autentico per conseguirla è nutrirlo e fecondarlo; il male si sconfigge solo togliendogli ciò che quotidianamente lo alimenta — l’egoismo, l’interesse speculativo, la sopraffazione e la ricerca del profitto ad ogni costo.

In un momento di altissima tensione internazionale, ribadiamo che alla pace non esiste alcuna alternativa. San Michele, figura di “guerriero disarmato e disarmante”, ci insegna che il vero riscatto non passa dall’aumento degli strumenti di violenza, ma dal disarmo dei cuori, dei pensieri, delle scelte e delle mani. Un abbraccio, una carezza e un gesto di fraternità hanno un valore immensamente superiore a qualsiasi azione di offesa e persecuzione.

L’auspicio e la preghiera che partono da questo luogo sacro chiedono alle istituzioni e alle comunità di ritrovare la strada del perdono, della misericordia, della pace e del bene comune.

+ p. Franco Moscone crs