Messaggio dell’Arcivescovo Moscone alla città di Manfredonia – Festa Patronale 2026

Cari fratelli e sorelle devoti della Madonna di Siponto, concittadini e cittadine di Manfredonia,

il Salmo 73 ci fa pregare con queste parole: Eppure Dio ha operato la salvezza nella nostra terra! Sono parole di fede e di lettura della realtà in un momento difficile per la storia del popolo eletto, sono parole da ripetere e tenere ferme nella nostra memoria in ogni epoca, anche in questo 2026, segnato da ingiustizie in aumento e dal ribollire sempre più rumoroso di fuochi bellici, di pulizia etnica in Europa e nel mondo intero. Se il male e la paura sembrano prevalere, è il bene e la fiducia che reggono la vita di ogni persona, delle società e delle città, oltre che della Chiesa. Allora il primo messaggio che deve partire dalla celebrazione delle feste è quello di riconoscere la forza vincente del bene e l’energia della speranza quali motori che hanno animato e continuano ad animare la storia delle comunità e città.  Comunità e città sopravvivono e si sviluppano unicamente attraverso l’energia in loro espressa dai gesti positivi, dalle scelte di solidarietà, dall’impegno per il bene comune, che deve sempre precedere ogni scelta individuale e di profitto, dallo sforzo di sentirsi tutti parte e responsabili della stessa storia e del medesimo territorio. È questo il programma che firmiamo nel cuore e a cui aderiamo con la logica del pensiero ogni volta che ascoltiamo e preghiamo la lode di Maria Santissima nel canto del Magnificat.

Facendo attenzione alla cronaca di Manfredonia non possiamo non accorgerci di quanto essa sia ricca di gesti gratuiti di solidarietà e di attenzione eroica verso chi viene a trovarsi nel bisogno e nel pericolo. Ricordo due avvenimenti: il primo dice la generosità di singole persone, l’altro esprime l’animo aperto ed inclusivo della stessa città sipontina.

Il 20 novembre 2025 un incendio interessò un immobile in zona Monticchio, Michele non ha esitato un solo istante ad intervenire, ed a lui si sono aggiunti un poliziotto ed una infermiera, che in quel momento erano fuori servizio. Grazie al coraggio, all’altruismo e all’esempio coraggioso, sono riusciti a salvare una signora di 91 anni, la cui vita era in pericolo. Si tratta di un gesto non solo filantropico, ma di un esempio luminoso di come il senso civico, la solidarietà e la generosità, che non guarda al rischio, siano presenti nella popolazione di Manfredonia e possano fare la differenza in situazioni drammatiche e pericolose. Michele e chi ha collaborato con lui sono immagine dell’altruismo e del senso di responsabilità che da sempre mantengono viva la nostra magnifica città.

Nella tarda primavera, quando si sparse la notizia che Casa della Carità avrebbe ospitato un numero abbastanza rilevante di richiedenti asilo, ma già residenti nel territorio cittadino, ci furono espressioni di paura e di polemica verso questa scelta, come se si costituisse uno spazio critico e pericoloso nel centro cittadino. Non è stato così; la risposta e la solidarietà dei manfredoniani sta dando a questi nostri fratelli occasioni di inclusione, inserimento ed addirittura di esperienze lavorative nel tessuto economico. La paura verso chi non si conosce può essere una reazione comprensiva, ma non è mai lo strumento per la soluzione dei problemi e la modalità per rispondere alle urgenze. La cittadinanza tutta ha dimostrato di comprendere ed ha maturato uno spirito di accoglienza solidale che la deve rendere veramente orgogliosa.

Ringrazio per questi due gesti, che ho brevemente descritto, so che ne esistono molti altri, conosciuti e nascosti, ma che esprimono tutti la vera ricchezza della nostra società civile e della nostra Chiesa locale: accoglienza, solidarietà, generosità, coraggio, responsabilità e adesione al bene comune fermentano l’animo dei cittadini, della città e della Chiesa di Manfredonia.

Guardando proprio al tuo naturale e direi anche “politico” coraggio, cara Manfredonia, intendo rivolgerti tre appelli: so che li porti già dentro di te e che sei in grado di farli maturare e diffonderli anche al di fuori del tuo ambiente cittadino: il bene, ci ricorda il pensiero cristiano, è sempre diffusivum sui.

 

Il primo appello è per la PACE: Manfredonia e Gargano tutto, siate città e territorio di PACE. La vocazione all’accoglienza, anche economicamente segnata grazie al turismo balneare e religioso, non può non fare godere a quanti qui vengono, in visita o vacanza, l’esperienza della Pace e partendo da qui allargarne l’appello ovunque. Mi ha sempre fatto pensare che la superficie del territorio dell’amministrazione di Manfredonia sia quasi identica (di soli 10 kmq in meno) a quella della martoriata Striscia di Gaza. Decidiamo tutti di sentirci solidali con gli oltre due milioni di fratelli e sorelle che stanno vivendo il dramma dell’eccidio e della cacciata pianificata e forzata dalla loro terra, così pure con i fratelli e sorelle di Cisgiordania e del Sud del Libano (moltissimi dei quali palestinesi di religione cristiana: e si tratta dei discendenti delle prime comunità cristiane della storia). Innumerevoli sono le zone del mondo dove tali drammi si verificano e dove la vita delle persone e la salute dell’ambiente non contano nulla, preferendo ad esse il profitto ed il potere tirannico. Alziamo dalle nostre città e dai nostri territori il grido urgente e responsabile delle scelte di Pace. Diciamo che la vera sicurezza non sta nel proliferare degli investimenti in armamenti sempre più costosi e distruttivi: questa scelta non è sinonimo di sicurezza, ma di impoverimento dell’umanità, di preferenza per la violenza gratuita e di distruzione della fraternità ed amicizia sociale. Gridiamo a chi può prendere decisioni, a chi può diffondere le notizie vere e le autentiche attese della gente, che la sicurezza che vogliamo è quella che si prende cura: che si prende cura della salute di tutti (cominciando dai più poveri e soli) e mette risorse in ospedali, case di cura, residenze socialmente assistite, medicina del territorio; che si prende cura dell’educazione delle generazioni e dello sviluppo della cultura dell’unità, e per questo comincia dall’investire in scuole, università, centri di ricerca , teatri e luoghi di aggregazione; che si prende cura dell’ambiente, sempre più sfruttato e degradato, quando non sottoposto volontariamente al fuoco distruttivo, che con regolarità si ripropone in Gargano in ogni stagione estiva. C’è bisogno di investimenti per la messa in sicurezza del territorio, c’è bisogno di preferire i canadair agli F35: un aereo militare costa quattro volte un canadair e un’ora di utilizzo del primo costa otto volte di più. Mi domando: cosa dà più sicurezza, quale rombo mi tranquillizza di più? Quello di un canadair o di un F35? Sono certo che Manfredonia ed i manfredoniani vogliano una Pace così; vogliano investire sulla Pace e non sulla guerra: vogliano vedere le risorse pubbliche messe al servizio della società civile e dell’ambiente. Sono certo che la democrazia sia ancora attiva a livello di Istituzioni locali, più che in quelle nazionali ed internazionali, dove contano le lobby e gli anonimi fondi di investimento che condizionano le scelte ed il racconto della cronaca odierna.

Manfredonia e Gargano, alzate la voce, fatevi sentire e potete essere la “fionda di Davide” capace di vincere “l’armatura di Golia”!

 

Il secondo appello è per la LEGALITA’. Non manco mai di ricordarti, cara Manfredonia, questo dovere ineludibile e continuamente da attenzionare con tutte le forze e tutti i mezzi che la legge, le Istituzioni e l’autentica cultura civile ti offrono. La legalità si esprime soprattutto nelle logiche che sottendono e sostengono l’economia locale e ne regolano i rapporti con giustizia e dignità. Non si costruisce una società sfruttando chi lavora, sottopagando la manodopera, offrendo proposte che sanno più di schiavitù che di occasioni economiche. Come non si costruisce un’economia stabile costringendo gli imprenditori ad abbassare continuamente i prezzi dei prodotti e ad utilizzare lo strumento iniquo del subappalto. Il caporalato, sempre sottostimato nei numeri e capace di riorganizzarsi nelle forme, i ghetti sempre più popolati ed insicuri, sono ambienti dove la violenza è di casa e si fa legge; vanno denunciati, combattuti e superati, se non vogliamo che popolazione e territorio si infettino di cancri mortiferi che sempre più impoveriscono invece di arricchire, che squalificano il racconto della nostra società garganica invece di onorarla, stimarla e farla conoscere per i suoi valori e particolarità. Non si contano più i morti per violenza nei diversi luoghi della vergogna presenti nel nostro territorio. L’ultimo pianto è di pochi giorni fa: si tratta di Saddam, pakistano di 32 anni e da cinque in Italia, che viveva nel ghetto della pista e che è stato ritrovato privo di vita nel bagagliaio della sua autovettura. Di fronte a fatti simili non ci sono più né parole, né sentimenti da esprimere, se non il sentirci tutti colpevoli e vittime di un sistema iniquo e disumano che regge le logiche di una società che si crede libera e democratica, ma che di veramente libero garantisce solo il profitto di pochi.

Oggi sembra sempre più svilupparsi quello che è chiamato “lavoro povero”: ritengo sia da considerarsi più pericoloso del “lavoro nero”, perché sotto l’immagine di una espressa legalità contrattuale, inganna, schiavizza ed aumenta il divario della forbice sociale tra ricchi e poveri, svuotando la società civile delle fasce medie che dovrebbero essere il vero motore della sana e sostenibile economia.

Manfredonia e Gargano, alzate la voce, sappiate scegliere con una “vista lunga” che sa di futuro e non quella “miope” che si accontenta dell’adesso, che cerca il profitto nell’oggi senza curarsi dell’avvenire. Scommettete sulla logica della giustizia e dei diritti sociali e non sui consigli degli algoritmi di un’intelligenza che ha rinunciato ad essere umana per favorire unicamente il profitto ed il potere di pochi.

 

Il terzo appello è per l’attenzione alla GIOVENTU’. Manfredonia e Gargano, il tuo inverno demografico, non si deve tanto alla diminuzione delle nascite (che è comunque statisticamente provata), quanto alla fuga dei tuoi giovani verso altri territori e regioni traditi dalla loro stessa terra madre. Non si può non interrogarsi sul perché di tale dramma e piaga demografica e riconoscerne le cause o le mancanze di opportunità offerte in loco alla nostra gioventù. C’è bisogno di maggiori investimenti in formazione qualificata, di maggior dialogo e collaborazione tra scuole Superiori, Università e la sana Imprenditoria locale. C’è bisogno di una Politica, come dice il libro del Qoelet, “con gli occhi davanti”, capace di visione e progettazione a lungo raggio. Il primo “capitale” sono le persone e tra queste le persone giovani: vera garanzia di innovazione, creatività, coraggio e futuro. C’è bisogno di offrire opportunità di trovare casa ed alloggio alle nuove famiglie ed ai giovani che desiderano e decidono di restare e non emigrare dal loro amato Gargano: bisogna riequilibrare il patrimonio edilizio di Manfredonia e delle città garganiche favorendo contratti d’affitto stabili ed onesti invece del proliferare di bed and breakfast o del lasciare gli immobili vuoti per affittarli in nero durante i mesi della stagione balneare.

Ricordati, cara Manfredonia e Gargano, che ogni euro investito per i tuoi giovani, ogni occasione formativa e culturale offerta ai tuoi ragazzi e ragazze, ogni progetto fatto di grande visione, costituiscono il più sicuro investimento di futuro e ricchezza di vita.

Allora, Manfredonia, rialzati e cammina scommettendo ed investendo su queste tre ineludibili ricchezze: PACE, LEGALITA’ e GIOVENTU’.

Concludo riprendendo dal messaggio che avevo già anticipato per iscritto.

Vivere la festa patronale è sempre un atto di fede religiosa e di realismo civile che dà energia e costruisce l’unità all’interno di ogni città e di ogni Chiesa particolare: è quanto ci ricorda ogni anno la celebrazione della nostra Patrona, la Madonna di Siponto. Da cittadini manfredoniani e figli della Chiesa Sipontina, che vanta quasi due millenni di storia, desideriamo che la solennità annuale della Vergine ci apra gli occhi sulla magnifica umanità, che ha tessuto la storia della nostra città e Chiesa, e ci faccia riconoscerne i segni di bellezza ed i germogli di bontà che ne assicurano il futuro pieno di sicura speranza e di concrete opportunità di sviluppo.

Come ha scritto Papa Leone XIV nell’enciclica “Magnifica Humanitas” la Vergine Maria ci insegni a vedere l’invisibile opera di Dio, ed indirizzi il nostro sguardo sulle fratture dell’umanità … a guardare il mondo dal basso con gli occhi di chi soffre, gli avvenimenti della storia con il punto di vista della vedova, dell’orfano, dello straniero, del bambino ferito, dell’esule, del fuggiasco (cf MM 244). Sia questa la prospettiva con cui guardiamo alla nostra città ed al nostro territorio, che da secoli riconosce in Maria, la donna del Magnificat e la cantante e poeta della storia vista dagli ultimi, la Regina ed ispiratrice nell’edificare società e Chiesa locale.

Che Maria custodisca in ognuno di noi, che a Lei vuole aprire cuore e mente, la fiducia nel Vangelo e nella bellezza della magnifica Umanità che siamo chiamati a far risplendere a Manfredonia ed in Gargano.

+ p. Franco Moscone crs

 

(foto: Leonardo Ciuffreda)

 

Foto: Leonardo Ciuffreda